Cersaie 2026: gres porcellanato e piccoli formati per interni di lusso

Design scultoreo e calore naturale: le ampie superfici in gres effetto pietra incontrano il mobile in legno sospeso e la geometria del pavimento per un bagno raffinato.
BOLOGNA – Il mondo delle superfici ceramiche vive una stagione di profonda maturità espressiva.
Al Cersaie 2026 – il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno – emerge una direzione chiara: la progettazione contemporanea non risiede più nella scelta di un singolo rivestimento, ma nella capacità di far dialogare continuità materica e ritmo decorativo.
Il gres porcellanato di grande formato e i rivestimenti in piccolo formato smettono di essere alternative contrapposte per diventare due linguaggi complementari. Da un lato, la forza architettonica e rigorosa delle grandi lastre; dall’altro, la ricchezza tattile, il colore vibrante e la flessibilità geometrica delle piccole pezzature.
Le grandi lastre: l’architettura della continuità visiva
Nel panorama dell’interior design sartoriale, il gres porcellanato di grande formato si conferma l’elemento chiave per definire l’architettura degli spazi.Le nuove riproduzioni di travertino e pietre naturali riducono al minimo la percezione delle fughe, regalandoci superfici visivamente continue che dilatano gli ambienti:
- Sintonia living e outdoor: Un unico pavimento in grande formato che parte dalla zona giorno ed estende il proprio linguaggio stilistico verso il terrazzo o il giardino, creando un dialogo fluido tra interno ed esterno.
- Palette calde e polverose: Sfumature come sabbia, avorio, beige e grigio caldo sottraggono la neutralità al rischio di anonimato, arricchendola di micro-venature e variazioni cromatiche profonde.
- Rigore e pulizia nel bagno: Utilizzate a tutta altezza nella zona doccia o sui volumi principali, le grandi superfici definiscono uno sfondo visivamente ordinato e rilassante.




Il ritorno del piccolo formato: ritmo, colore e libertà sartoriale
Se le maxi-superfici creano il background, il piccolo formato è il dettaglio grafico che conferisce carattere e anima al progetto. Formati come il 6×24 cm, il 7,5×30 cm o il classico 10×10 cm tornano a essere protagonisti assoluti della decorazione d’interni.
- Geometrie e schemi di posa
La dimensione ridotta trasforma la posa in un vero atto progettuale:
– Posa verticale: Slancia le pareti e ne accentua l’altezza.
– Spina di pesce: Inserisce un disegno dinamico, perfetto per evidenziare nicchie, pareti d’accento o quinte divisorie.
– Superfici 3D e rilievi: Scanalature e micro-strutture catturano la luce naturale e artificiale, trasformando una parete piatta in un fondale tridimensionale. - La forza espressiva della tavolozza cromatica
Il colore ritrova centralità. Toni saturi e naturali come verde salvia, blu profondo, terracotta e verde bosco interrompano la monotonia cromatica. In questo contesto, le fughe – abbinate in nuance o con stucchi a contrasto – cessano di essere un semplice giunto tecnico per diventare una griglia decorativa consapevole.

Applicazioni d’eccellenza: Bagno, Cucina e Open Space
- Il Bagno come santuario privato: Pavimenti e pareti doccia in grande gres effetto pietra incontrano nicchie o pareti lavabo rivestite in piccoli mattoncini lucidi o stonalizzati (effect zellige), creando un punto focale di grande impatto visivo.
- La Cucina contemporanea: I piccoli formati definiscono lo spazio del paraschizzi (backsplash),dialogando con il top e la finitura delle ante, resistendo all’usura e garantendo una pulizia agevole.
- Zone Open Space: In un living aperto, una parete a piccoli formati o una colonna rivestita a listelli può delimitare visivamente la zona pranzo o l’angolo studio senza bisogno di tramezzi o divisioni fisiche.



Forme scultoree e texture naturali: l’area wellness del bagno impreziosita da grandi superfici
d’ispirazione naturale.
Tre regole per abbinare formati differenti con equilibrio
- Definire una superficie dominante: Utilizzare un gres neutro a grande formato come base strutturale dell’intero ambiente.
- Calibrare i contrasti: Riservare il piccolo formato colorato o tridimensionale a porzioni circoscritte (una singola parete, una nicchia, una colonna).
- Progettare la luce e lo sfondo: Valorizzare la ricchezza tattile dei piccoli formati abbinandoli a tinteggiature neutre di sfondo – come la purezza del Bianco 90/16 – e studiandone la risposta luminosa tramite modellazione e rendering 3D fotorealistici prima dell’avvio del cantiere.
Conclusioni
Le novità emerse dal Cersaie 2026 dimostrano come l’innovazione tecnologica e la riscoperta della tradizione ceramica non siano mode passeggere, ma strumenti al servizio di un’architettura d’interni sempre più consapevole. Saper coniugare la forza rigida delle grandi superfici in gres porcellanato con la sensibilità tattile e policroma dei piccoli formati richiede una regia attenta, capace di calibrare luce, proporzioni e materia. È proprio in questo equilibrio tra rigore e decoro, tra essenzialità e personalità, che la materia ceramica smette di essere un semplice rivestimento per trasformarsi nel racconto autentico di chi abita lo spazio.
Salvatore Sito Interior Design
«La progettazione d’interni nasce dall’ascolto consapevole delle esigenze di chi vive gli spazi e dalla costante ricerca materica. Una casa ben progettata non è soltanto un luogo elegante da mostrare: è un’architettura sartoriale pensata per accompagnare la vita quotidiana.»
Domande Frequenti (FAQ)
- Quali sono i principali vantaggi del gres porcellanato in grande formato?
Le grandi lastre consentono di ridurre drasticamente la presenza delle fughe, garantendo continuità visiva, percezione di ampiezza e massima igiene sia a pavimento che a rivestimento. - I piccoli formati sono adatti anche a contesti e case moderne?
Assolutamente sì. Nei contesti contemporanei, i piccoli formati apportano ritmo, colore e matericità. Utilizzati su singole pareti o nicchie, interrompono il rigore delle linee moderne senza appesantire lo spazio. - Come evitare che il piccolo formato renda l’ambiente visivamente confuso?
Il segreto risiede nel bilanciamento: occorre mantenere neutre le restanti superfici della stanza, utilizzare stucchi per le fughe in nuance e studiare un’illuminazione dedicata che ne esalti la regolarità o la trama grafica. - Quali sono le palette cromatiche di tendenza emerse al Cersaie 2026?
Prevalgono i toni d’ispirazione naturale: oltre ai neutri caldi (sabbia, travertino, terracotta), spiccano i verdi bosco e salvia, i blu polverosi e gli accenti caldi del bronzo e dell’ottone.
Inizia la tua trasformazione